27 Aprile 17
Sanremo: Festa del Teatro di Poesia

Con la prima Festa del Teatro di Poesia a Sanremo si respira aria di cultura.

Anche se Sanremo, nell’immaginario collettivo, rappresenta la capitale delle canzonette, l’assessorato alla Cultura, Biblioteche e Musei vuol provare a dare una svolta a questa consolidata opinione. E lo fa con “Festa del Teatro di Poesia” che, per la prima volta, coinvolgerà la città dei fiori in un lungo appuntamento culturale e letterario dalle varie forme espressive. Si tratta di un singolare circuito fra narrazioni poetiche, teatro in versi e incontri con autori. Organizzata dalla Casa Internazionale di Poesia di Genova, la manifestazione si svolgerà dal 21 al 24 giugno. «La peculiarità della “Festa del Teatro di Poesia” – dichiara l’Assessore alla Cultura Daniela Cassini - è di non proporre solo una serie di letture poetiche ma, piuttosto, l’idea di un “teatro di poesia” in grado di allargare l’interesse e la fruibilità pubblica del fatto poetico».

Alla festa poetica non-stop dedicata al solstizio d’estate (giovedì 21), durante la quale è previsto l’intervento di numerosi poeti nonché di un omaggio d’attore a Renzo Laurano, seguiranno iniziative legate ad autori sanremesi di fama e qualità nazionale (sabato 23 e domenica 24). E ancora, un film-intervista a 15 fra i maggiori poeti italiani contemporanei (venerdì 22) per  concludersi con una trilogia d’autore di grande impatto (venerdì 22, sabato 23 e domenica 24). «Vogliamo portare la poesia in piazza allargandone la fruibilità attraverso momenti di spettacolo – spiega Massimo Morasso, direttore artistico della manifestazione -. Quindi non si tratterrà solo di semplici letture di poesie, ma di coinvolgenti interpretazioni teatrali per far avvicinare a questa splendida arte un pubblico vasto ed eterogeneo».

La lettura del poema “Antartide” da parte di Roberto Mussapi e lo spettacolo a più voci “Il mio Oriente, il mio Occidente” di e con Giuseppe Conte accompagnato da Massimo Maggiari e Saleh Ali possono essere considerati eventi di rilievo nazionale. La prima assoluta de “Il baule di Viv”, monologo per voce recitante di Chiara Daino su testi di Massimo Morasso, dà voce poetica a Vivien Leigh, la grande attrice inglese la Rossella O’Hara di Via col vento) che visse a Sanremo nel 1929. Non mancheranno nemmeno alcune sorprese da parte di autori ancora sconosciuti. «Abbiamo cercato di dare più spazio ai giovani - commenta Lamberto Garzia, uno dei promotori dell’evento e autore di alcuni testi proposti -. Sotto il profilo musicale, il Ponente Ligure, ma soprattutto Sanremo, può sembrare superficiale e frivolo, ma questa non è la sua unica vocazione – ha commentato Lamberto Garzia, uno dei promotori della Festa di Teatro e Poesia nonché autore di alcuni testi proposti -. Da circa 15 anni organizzo il premio nazionale Ossi di Seppia per inediti che mi ha fatto scoprire il lato più nascosto di questa zona: la presenza di giovani autori e scrittori degni di nota».


IL PROGRAMMA:

Giovedì 21 giugno

- Museo di Villa Luca (Coldirodi) - a partire dalle ore 18.30, “Poesia per il solstizio d’estate”. Reading poetico con Fabio Barricalla, Maria Cristina Brettone, Marcella Gagliardi, Tiziana Guatta, Paolo Isaia, Emiliano Moncia, Gian Luigi Nespoli, Gio Batta Prevosto, Marco Scullino, Flavio Totani.

- A seguire, “Omaggio a Renzo Laurano” (a cura del Teatro dell’Albero). Incontro con l’editoria di poesia. Coordina Lamberto Garzia. Intermezzi musicali a cura del Maestro Massimo Ceravolo. «Si tratta di un appuntamento che riunisce sia chi fa concretamente poesia sia chi, con fatica e passione, consente alla poesia di uscire “fuori dal cassetto” e di circolare come un bene condivisibile».

Venerdì 22 giugno

- Federazione Operaia Sanremese (via Corradi 47) – ore 18.30, “Torsoli di mela” a cura del Laboratorio Probabile Bellamy. Video-intervista a 15 fra i maggiori poeti italiani contemporanei: da Andrea Zanzotto ad Antonella Anedda. «Si tratta di un mediometraggio che avvicina all’esperienza del “fare poesia” oggi. Il film raccoglie una serie di interviste rilasciate al Laboratorio Probabile Bellamy da alcuni fra i più significativi poeti italiani. “Torsoli di mela” è un documento che basterebbe anche da solo a sconfessare chi pensa alla poesia come ad espressione di nicchia, lontana dalla realtà e dalla vita di tutti».

- Palazzo Borea d’Olmo (via Matteotti 143) - ore 21.00, “Antartide” di e con Roberto Mussapi. Straordinario affabulatore, autore di fortunate trasmissioni radiofoniche per Rai3, oltre che grandissimo poeta, Roberto Mussapi legge e racconta a Sanremo l’ultimo grande viaggio di scoperta sul nostro pianeta, quello verso i ghiacci deserti del Polo. «E' il 1901. L'uomo occidentale che ha esplorato e conquistato quasi tutte le terre e i mari del mondo, si avventura nell'ultimo continente inesplorato, la mitica Antartide, di cui si favoleggia dal tempo dei greci e a cui si sono avvicinati nei secoli i grandi navigatori. Ma quando finalmente lo raggiunge, comprende che l'ultimo continente è solo ghiaccio e allucinante biancore. Questa è la conquista con cui si apre il nostro secolo: il nulla. Partendo da questo assunto Roberto Mussapi ha scritto un poema sulla conquista dell'Antartide che diventa metafora della condizione e della crisi dell'uomo del XX secolo».

Sabato 23 giugno

- Chiesa Evangelica Luterana (corso Garibaldi 7, a fianco del Palafiori) - ore 18.30, “Le morti bianche”, a cura del Teatro dell’Albero. Suite per voci recitanti da un testo di Lamberto Garzia. «Le morti bianche, scritto su commissione della Casa delle Letterature di Milano, non ha proposti di indagine sociologica ma è, secondo le parole del suo autore Lamberto Garzia, “il contenuto di un urlo” nei confronti di chi ritiene ovvio non tentare di abolire l’accidentalità del dolore». Il testo è scritto in un linguaggio semplice, adatto alla lettura orale. Il Teatro dell’Albero ne offre a Sanremo una versione corale di grande efficacia e tensione drammatica.

- Palazzo Borea d’Olmo (via Matteotti 143) - ore 21.00, “Il baule di Viv” con

Chiara Daino. Monologo per voce recitante da un testo di Massimo Morasso sull’attrice Vivien Leigh. «Forse non tutti sanno che Vivien Leigh - la Rossella O’Hara di Via col vent - ha vissuto a Sanremo. Nel 1929, a quindici anni di età, la Leigh frequentò per un intero anno scolastico l’istituto del Sacro Cuore. Questo vibrante monologo per attrice sola coglie la Leigh nella sua casa di campagna nel Sussex mentre ripensa alla sua tormentata storia d’amore con Laurence Olivier, il suo secondo, geniale marito. Figura tragica fra le più straordinarie del nostro tempo, donna di luci e di ombre assolute - vinse due premi Oscar, resta fra le attrici più famose di ogni tempo, ma fu afflitta da ricorrenti crisi maniaco-depressive e dalla tubercolosi, malattia che la portò appena cinquantatreenne alla morte». La Leigh rivive nell’intensa “incarnazione” che le offre Chiara Daino, attrice, song-writer, poetessa e narratrice: una piccola stella nascente del firmamento attoriale ligure e non solo. 

Domenica 24 giugno

- Federazione Operaia Sanremese (via Corradi 47) - ore 18.30, “Un poeta sanremese torna a casa”. Conversazioni con Riccardo Olivieri in margine al suo libro “Il risultato d’azienda” (ed. Passigli 2006). «Riccardo Olivieri, sanremese di nascita, è fra le promesse più accreditate dalla critica a livello nazionale. Il suo libro edito da Passigli lo scorso anno ne conferma appieno le qualità. Basti dire che del “Risultato d’azienda” si è innamorata una scrittrice del calibro di Paola Mastrocola, che lo ha presentato con grande successo a Torino. Olivieri sembra apprezzare una poesia che “colpisca” e non carezzi, o scantoni, ovvero una poesia capace di denuncia, un'espressione da tempo fuori corso». Durante l’incontro con Olivieri (che vive e lavora a Torino) rivivrà insieme al pubblico i momenti della sua infanzia sanremese.

- Palazzo Borea d’Olmo (via Matteotti, 143) - ore 21.00, “Il mio Oriente, il mio Occidente” di e con Giuseppe Conte. Interverranno Massimo Maggiari (Stati Uniti) e Saleh Ali (Palestina). «La dicotomia fra Occidente materialista e Oriente sacrale è un motivo che Giuseppe Conte aveva fatto suo ben prima che i media cominciassero a parlare di “scontro di civiltà” col mondo musulmano. Già dieci anni fa, Conte scrisse “Canti d’Oriente e d’Occidente” libro dove a emergere, in filigrana ai testi, non sono le divisioni  bensì i reciproci innesti tra le varie tradizioni, ciascuna delle quali viene tuttavia considerata nella sua unicità. Nel viaggio conoscitivo di Conte viene esaltato il carattere universale, di "fratellanza cosmica" della poesia che resta, come disse Hegel, "fonte di godimento per qualunque uomo di qualunque epoca"». Nell’incontro a Palazzo Borea d’Olmo, Conte tratteggerà un ulteriore segmento di quel viaggio in compagnia di Saleh Ali (che reciterà alcuni testi della grande poesia araba in lingua originale) e Massimo Maggiari, poeta-sciamano che si esibirà con l’ausilio di immagini e percussioni.

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