25 Aprile 17
PINOCCHIO CAMMINA CAMMINA E APPRODA A BUSSANA VECCHIA. VENERDÌ 6 E SABATO 7 LUGLIO.

«C’era una volta... “Un re!” - diranno subito i miei piccoli lettori - No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno stsi mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze».

Chi non ricorda l’inizio del libro che narra le avventure di Pinocchio, il celebre burattino di legno? Eppure è passato più di un secolo da quando Carlo Lorenzetti, in arte Collodi, iniziò la pubblicazione a puntate di Storia di un burattino (1881) che si trasformò poi in un solo volume che ancora oggi affascina per la sua storia, ma soprattutto per i messaggi che riesce a trasmettere colpendo la fantasia dell’immaginario collettivo. Non a caso la trasposizione televisiva, cinematografica e teatrale della favola di Pinocchio non ha mai smesso di essere riprodotta. Ora ci prova la Compagnia di Genova con “Pinocchio cammina cammina”, in programma venerdì 6 e sabato 7 luglio, alle 21.00, nella splendida cornice di Bussana Vecchia (frazione di Sanremo). Il titolo è scelto non a caso: il famoso burattino negli anni cammina, si evolve e muta. Fino ad arrivare a quest’ultima messa in scena, scritta e diretta da Tonino Conte, con le scene di Emanuele Conte, i costumi di Guido Fiorato e le musiche di Nicola Piovani suonate dalla fisarmonica di Franco Piccolo.

 

Ma non si tratta del solito spettacolo ispirato ai personaggi di Collodi. Narra infatti della fuga dal romanzo dei più noti personaggi della storia di Pinocchio (interpretato da Pietro Fabbri) dal loro stesso libro e dalla loro storia. Cammina, cammina, sono arrivati a comporre uno spettacolo dove possono liberamente raccontare le avventure del burattino e, soprattutto, la loro personale vicenda (strana, drammatica, o divertente) e il loro punto di vista su tutta l’ingarbugliata vicenda.

 

Così, per la prima volta, abbiamo l’insolita occasione di incontrare "la Bambina dai capelli Turchini" (Lorenza Pisano), che non ne può più di fare "la Fata" con quegli assurdi capelli turchini, e vorrebbe un nome e soprattutto una vita sua. Il Grillo Parlante (Paolo Maria Pilosio) che freme di esibirsi da quel grande cantante e artista che è, con il suo cri cri, piuttosto che fare la predica ai ragazzi discoli. Nel viaggio si incontrano poi il Pescatore Verde (Mario Marchi), che non piglia pesci perché russa; il Gatto e "la Volpe" riuniti e insieme sdoppiati in un chimerico personaggio ossia il Volpatto o "la Gattolpe" (Enrico Campanati), che ha sì problemi di identità ma una certezza: che far fesso Pinocchio è un gioco da ragazzi. Ma chi ha più ragione di prendersela con l’autore è Lucignolo (Antonio Bazza), prigioniero triste del suo essere un asino sprofondato a morire nello strame: punizione troppo pesante per un ragazzo solo troppo vivace! Il burattinaio Mangiafoco (Alberto Bergamini), è uno che tira la cinghia come tutti i teatranti e mangia fuoco ossia aria e vento. Diabolico ma dolce è l’Omino di Burro (Vanni Valenza), che guida accompagnato da una musica suadente il carro dei ragazzi-ciuchini. Insieme ai personaggi che vogliono scappare dal destino scritto per loro, non poteva mancare l’autore stesso: Carlo Collodi (Rosario Lisma), che ci racconta la sua verità, quella di un uomo che prima di imboccare la via della fama eterna amava tanto la sua mamma, il bere e il gioco.

 

Il viaggio di questo Pinocchio cammina cammina si snoda lungo luoghi deputati (gli spettatori dovranno dimenticare palcoscenico e sedie! anche il pubblico cammina…). Il primo luogo è una osteria dove Pinocchio dà inizio all’avventura insieme a Geppetto (Alberto Bergamini), invitando il pubblico a “visitare” le stazioni - che sullo sfondo del magico borgo di Bussana Vecchia trovano la loro collocazione ideale - e nelle quali i due incontreranno otto personaggi a raccontare la loro storia, per poi tornare nel gran finale di nuovo all’osteria trasformatasi in circo. Le scene di Emanuele Conte, giocate sulla molteplicità delle situazioni, una per ogni personaggio protagonista, sono sculture sceniche composte da sedie e tavoli bianchi di legno, inventate a partire dall’elemento base di cui è costituita la bottega di Geppetto. I costumi di Guido Fiorato giocano sulle esuberanti personalità dei tanti protagonisti e le musiche di Nicola Piovani aiutano a sognare l’atmosfera popolare e fantasiosa che informa di sé tutto il romanzo.

 

 

Biglietti disponibili in prevendita su www.happyticket.it e nelle abituali rivendite autorizzate.  Ingresso 5 euro. E’ prevista una navetta gratuita dalle ore 19.00 con appuntamento in Piazza del Mercato dei Fiori in Valle Armea. Info: Teatro della Tosse 010 2487011, al 346 1346048 dalle ore 15.00 alle ore 19.00 e su www.teatrodellatosse.it.

5/7/2007 - A.Guglielmi

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